Prestiti Agevolati per chi è in cerca lavoro ?>

Prestiti Agevolati per chi è in cerca lavoro

Uno dei prodotti finanziari che al momento sta conseguendo maggiore successo è il prestito agevolato in favore delle persone che sono in cerca di un’occupazione.

In un momento di profonda crisi economica che attanaglia il mercato del lavoro fortemente caratterizzato da un aumento notevole del tasso di disoccupazione, il prestito senza busta paga rappresenta uno strumento di sostegno di gran sollievo per coloro i quali versano in condizioni disagiate e che non possono beneficiare di uno stipendio fisso.
Di certo, accendere un prestito personale, pur non avendo una garanzia che è rappresentata da un’entrata finanziaria mensile fissa, come ad esempio un reddito da lavoro, non è cosa facile.
Malgrado ciò, bisogna dire che vi sono dei casi in cui anche i disoccupati e le persone che cercano di intraprendere un’attività, al fine di uscire fuori dalla loro precaria condizione, possono avere accesso al credito. In quest’articolo, seppur in breve, cercheremo di capire quali sono le modalità attraverso le quali i disoccupati possono attingere alle fonti di finanziamento in grado di sostenerli per tutto il periodo in cui saranno in cerca di lavoro o pianificheranno le attività che possano garantire loro degli sbocchi occupazionali.
Di solito, le somme richieste dalle persone che sono in cerca di un’occupazione sono di piccolo importo e servono per sostentare la propria famiglia oppure per acquistare un mezzo che consenta loro di muoversi agevolmente per andare alla ricerca di un lavoro.
Le persone disoccupate possono fare richiesta di un finanziamento ad un Istituto di credito, purché siano in possesso di garanzie reali (la proprietà di un immobile da porre sotto ipoteca) oppure vi sia una persona disponibile a fare da garante dimostrando di disporre di un patrimonio che sia in grado di soddisfare le ragioni di credito dell’istituto erogante, qualora il debito garantito non sia in grado di adempiere all’obbligazione contratta.

Al fine di ampliare le proprie opportunità di ottenere un finanziamento senza busta paga, altra cosa che riteniamo sia interessante è di guardare al mercato finanziario degli agenti in attività finanziaria specializzati in prestiti online e del microcredito che offre delle possibilità di accesso in favore di tutte le persone cui è normalmente negata la possibilità di ottenere un prestito.

Nel nostro paese sono tanti gli istituti di credito che si sono adoperati affinché tutti abbiano le stesse opportunità di ottenere risorse da impiegare per sostenere dei programmi di sviluppo di piccole attività, come ad esempio le Banche di Credito Cooperativo, le Casse Rurali con tanti progetti e la stipula di convenzioni con enti e associazioni locali, in materia di microcredito.

Il problema degli esodati INPDAP

Il termine “esodati” è balzato agli onori della cronaca negli ultimi mesi ma il termine non sempre viene compreso da tutti. Pertanto per comprendere appieno le difficoltà che si trova a vivere questa categoria occorre individuarne alcune caratteristiche utili a definire lo scenario che ci si trova di fronte. Con il termine “esodati” si indica i  innalzamento dell’età o dei requisiti per accedere alla pensione. Gli esodati, quindi, altro non sono che disoccupati che però hanno maggiore difficoltà a rientrare nel mondo del lavoro rispetto ai giovani e che potrebbero avere non poche difficoltà a ricorrere ai prestiti Inpdap (essendo l’istituto dismesso). Inoltre in quella fascia di età ci si trova ad avere una famiglia in crescita, dei figli che studiano ancora, un mutuo ancora da estinguere. I problemi che si trovano ad affrontare gli esodati sono, dunque, tanti.

La misura prevista dalla riforma Fornero  – che incide prevalentemente per il fatto di innalzare il limite di età – coinvolge moltissime categorie tra cui anche iscritti ai fondi INPS, ex INPDAP ed ENPALS:  Solo chi maturerà i requisiti entro il 31 dicembre 2012 potrà fare riferimento alle vecchie regole, anche se deciderà di non andare subito in pensione.

Agli altri si applicherà la Riforma delle Pensioni Fornero, che ingloba anche le nuove categorie di lavoratori finora escluse dalle regole INPS consuete. a più di un anno dall’entrata in vigore di una riforma concretizzata nel giro di qualche giorno da un governo ormai dimissionario, si ipotizzano 260mila persone (e relative famiglie) fuori tutela, sprofondate nell’angoscia di trovarsi senza lavoro, senza pensione e senza la speranza, ormai ultracinquantenni, di accedere ad un lavoro che non c’è nemmeno per i loro figli.

A ciò si aggiunge la situazione complessa dell’INPS, che sta modificando il suo assetto con l’incorporazione dell’INPDAP (e dei suoi debiti)  e che sta cercando di individuare con esattezza il numero degli esodati poichè sembra che le misure governative  abbiano “dimenticato” qualche categoria. Allo stato attuale sembra impossibile, fare previsioni esatte sul momento esatto dell’erogazione dei trattamenti, tanto è vero che, considerati i tre mesi di incremento della speranza di vita, entrati in vigore dallo scorso primo gennaio, l’accesso alla previdenza, fino ad aprile è bloccato.

 

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