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Abbigliamento: come controllare in che condizioni di lavoro vengono prodotti i beni che indossiamo

Una delle etichette più importanti da controllare quando si decide di acquistare un determinato oggetto, come un capo di abbigliamento, una TV oppure una radio, è quella della provenienza dell’oggetto stesso. Tantissimi oggetti sono “made in China”, altri ancora “made in Thailand” o “made in Bangladesh”. Si tratta di oggetti che sono realizzati in paesi dove, spesso e volentieri, le più comuni regole di sicurezza sul lavoro vengono ignorate, dove i lavoratori sono sfruttati all’inverosimile e ricevono delle paghe “da fame”.

Come possiamo controllare in che condizioni di lavoro sono realizzati i prodotti che usiamo o i capi di abbigliamento che indossiamo? Trattandosi di posti molto lontani, c’è poco che si può fare direttamente, piuttosto possiamo rimanere informati, grazie ad internet, e cerca di far conoscere a nostra volta tali condizioni di lavoro inumane puntando a far sì che qualche cosa cambi per il meglio.

L’UE, ad esempio, ha lanciato nel luglio 2013 una iniziativa per il miglioramento delle condizioni di lavoro in Bangladesh. Questa decisione è stata presa dopo che il tetto di un edificio nell’area di Dhaka, capitale del Bangladesh, è crollato uccidendo 1.129 persone, per la maggior parte donne e minori. L’edificio ospitava, in maniera abusiva, 5 fabbriche di abbigliamento. Ci sono società, come Calzedonia, che hanno pubblicato online un Codice Etico di Comportamento, per garantire che le proprie leggings e collant vengano prodotti secondo guidelines etiche.

La Cina ha esattamente lo stesso problema, dove le fabbriche del paese, nonostante le leggi che la Cina stessa ha messo a protezione dei suoi lavoratori, continuano ad operare contro ogni dignità umana. Gli operai, spesso cinesi che vengono dalle zone rurali più povere del paese, sono costretti a lavorare più di 40 ore a settimana per una paga ci circa 100 euro al mese, da cui viene decurtato ogni più piccolo sbaglio (è vietato, ad esempio, parlare con altri colleghi durante le ore di lavoro). Questo tipo di controllo può essere ovviamente un problema quando si compra un capo di abbigliamento online, ma è giusto fare comunque ogni sforzo possibile per raccogliere tutte le informazioni possibili sull’acquisto che si sta per effettuare.

Purtroppo il problema dello sfruttamento nel lavoro c’è ed è una cosa che, per poter essere cambiata, richiede un grande sforzo comune da parte delle economie più sviluppate.

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