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Quanto vale il settore “casa”

Il ciclo immobiliare, nello specifico quello delle costruzioni, ha un’analisi del settore complessa, dalla metà dello scorso decennio, ha subito un drastico ridimensionamento di proporzioni che non hanno avuto eguali in passato. Circa l’80% del fatturato immobiliare deriva dalla componente del mercato di consumo residenziale, per la gran parte per uso abitativo personale, negli altri grandi mercati europei invece è attorno al 60%.

Gli operatori locali e internazionali in Italia segnalano da tempo, quanto manchi la componente essenziale trainante il motore dello sviluppo sul territorio: le attività produttive e di servizio urbano.

L’Italia procede a una velocità dimezzata rispetto a quella degli altri Paesi europei, se guardiamo i fronte immobiliare” a rivelarlo è l’outlook di Scenari Immobiliari come sottolineava  anche Standard & Poor’s nel febbraio 2017.

I mercati europei (fatta eccezione per la Germania) rispetto a dieci anni fa, si sono tutti contratti in media del 13%. Anche le altre città europee hanno visto ridursi le quotazioni residenziali:

Roma è sullo stesso livello di dieci anni fa, mentre Milano è cresciuta del 3%. Città come Parigi e Madrid hanno perso rispettivamente il 15% il 40%.

Nelle città del nord Europa, invece è in corso un vero boom immobiliare. In molti Paesi europei diversi studi stimano un aumento dei prezzi, aumento che rallenta dove lo scorso anno sono state registrate le migliori performance.

Secondo quanto emerge dalle ultime rilevazioni di Cbre, nel secondo trimestre 2017 sono stati investiti ben 4 miliardi euro nel mercato immobiliare italiano, arrivando così a un  volume di metà anno a quota 5,8 miliardi (+58% sullo stesso periodo dello scorso anno). Un record di investimenti immobiliari mai registrato in un semestre nel nostro Paese. Buona la crescita di aziende correlate al settore, come il brand emergente nel settore piumini Dreamin 101, oppure il noto marchio Armani Casa, da anni leader nel settore degli arredi d’interni.

Considerati i tempi un record di investimenti immobiliari mai registrato in un semestre nel nostro Paese.

Per l’anno 2017 il capitale straniero ha rappresentato l’80% degli investimenti totali nel primo semestre dell’anno, con circa 4,5 miliardi di euro.

Secondo il pensiero del team di Yard e di Giuseppe Roma, segretario generale di Rur: “Bisogna reinventare il real estate. Nel segmento “commercial”si sta passando sempre più a investimenti value added – edifici da riqualificare per ricavarne valore – così bisogna rigenerare pezzi di città attraverso la demolizione di quartieri degradati, obsoleti o invivibili.

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