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Lavorare nel Gambling: dal croupier allo scommettitore professionista

Gambling: un termine anglofono che sta entrando sempre di più anche nel nostro vocabolario e nel nostro immaginario collettivo. Ma di cosa parliamo quando parliamo di “gambling”? Innanzitutto c’è una differenza da rilevare nell’utilizzo del termine che se ne fa nei paesi anglofoni e nell’accezione che abbiamo dato alla parola in Italia. Infatti in lingua madre “gambling” è praticamente sinonimo di gioco d’azzardo, mentre da noi – e soprattutto in ambito giornalistico – si utilizza il termine per indicare il gioco d’azzardo patologico, ovvero la degenerazione del concetto stesso di “scommessa”.

Ma al di là di possibili eccessi dannosi e sbagliati, un argomento piuttosto dibattuto è quello legato ai risvolti “lavorativi” del gambling. In poche parole: si può fare del gambling una vera e propria professione? E in questo senso, cosa intendiamo per lavoro: un “arrotondare” con un po’ di spicci oppure uno stipendio a tutti gli effetti? Rispondere a questa domanda è piuttosto complesso, perché abbiamo a che fare con qualcosa di estremamente rischioso e alcune considerazioni date in pasto alle persone sbagliate potrebbero risultare un malsano incitamento all’azzardo compulsivo.

Diciamo quindi in prima battuta che in giro è pieno di millantatori che sostengono di fare la “bella vita” con il gambling, ma che a conti fatti fregare il banco è – ancora – impossibile. Nel provare a fare gli “scommettitori professionisti”, si può più che altro “stare a galla” a fronte di un investimento non solo di soldi (un capitale iniziale, diciamo) ma anche di tempo e fatica. Non ci si improvvisa e non si hanno certezze: si possono tutt’al più ottenere dei risultati – non eclatanti – sulla lunga distanza. Questo neanche seguendo i migliori siti scommesse (anche se una mano indubbiamente la danno). Dunque non pensate di avere a disposizione la bacchetta magica! Diverso è il caso del croupier, vere e propria figura professionale nell’orbita del gioco d’azzardo. Il croupier tuttavia non gioca affatto, ma viene pagato dal casino per controllare e coadiuvare il gioco, oltre che intascare le mance dei giocatori.

Quindi non fatevi troppe illusioni: pagare le bollette con le scommesse è qualcosa di piuttosto improbabile.

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