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Stefano di Tommaso: la finanza nell’era dell’hi-tech

Per decenni, le banche e gli assicuratori hanno impiegato gli stessi modelli di business altamente redditizi. Da qualche tempo a questa parte, però, le cose sono cambiate e oggi tante banche e società finanziarie, in sostanza tutto il mondo della finanza, si trova a dover fare i conti con l’hi tech, la tecnologia. Crowdfunding, istituto di credito peer-to-peer, pagamenti mobili, Bitcoin… non sembra esserci fine alla varietà.

Un rapporto del World Economic Forum dà uno sguardo a ciò che ci riserva il futuro nel settore. Esso si basa su oltre 100 interviste condotte ad esperti del settore e prende spunto da tutta una serie di workshop che indagano e analizzano la strategia ufficiale tenuta dalle istituzioni finanziarie globali per quanto riguarda l’applicazione della tecnologia nel mondo finance. I risultati finali suggeriscono che l’innovazione potrebbe portare anche i grandi nomi del settore a ripensare i servizi finanziari e i modelli di business.

A darne conferma sono anche dei guru del settore, come Stefano di Tommaso, commercialista ed analista finanziario, oltre che partner de “La Compagnia Finanziaria”, merchant bank indipendente che opera nella finanzia d’impresa dal 1983.

Sono cinque le caratteristiche principali dell’innovazione oggi che ci suggeriscono in che maniera potremmo attenderci il futuro di queste aziende.

Distribuzione di prodotti e servizi altamente focalizzati. Gli innovatori del passato spesso hanno cercato di replicare l’intero modello di business bancario facendo ricorso soltanto a soluzioni più tecnologicamente avanzate. Gli innovatori di oggi, invece, operano in maniera diversa e operano lì dove i clienti tradizionali sono scontenti. Prendiamo il trasferimento di denaro internazionali, che le banche hanno sempre offerto a costi elevati e con una scarsa esperienza per il cliente. Aziende come Transferwise, oggi, stanno sfidando questo processo utilizzando una rete innovativa di conti bancari e un’interfaccia user-friendly con cui effettuare trasferimenti internazionali in maniera più veloce, più facile e molto più economica.

I dati sono usati strategicamente. I dati dei clienti sono sempre stati un fattore decisionale centrale per le istituzioni finanziarie nella presa delle decisioni. Ora che le persone diventano più interconnesse, dei nuovi flussi di dati granulari e in tempo reale stanno emergendo, e con essi gli innovatori possono operare per prendere delle decisioni migliori. Si tratta di un servizio che sempre più istituti di credito stanno facendo proprio.

Gli utili aziendali tendono a ridursi, e le banche dovranno fare i conti con questa realtà. Secondo delle previsioni, che sono state analizzate dallo stesso Di Tommaso a Radio24, sembra che il trend delle aziende di tutto il mondo sia chiaro: gli utili sono in calo. Oggi è possibile applicare una parte di spese, al cliente finale, molto minore rispetto al passato e ciò determina, ovviamente, un calo di utili.

Per le aziende e le istituzioni finanziarie che erano abituate a pensare in termini di “vacche grasse” questo potrebbe essere molto pericoloso, perché ci sono tutta una serie di costi (che non è facile ridurre) che erano coperti da dei ricavi che, oggi, non è più possibile avere (basti pensare, per le banche, alle spese di tenuta del conto corrente, che fino a qualche anno fa venivano applicate a tutti mentre oggi, con i conti online, tanti clienti possono avere dei conti correnti gratuiti).

Questo porta le banche e le istituzioni finanziarie (ma, diciamo, le aziende in generale) a dover fare i conti con una completa revisione del proprio modello di business, che richiede delle spese minori (che possono essere generate solo ed esclusivamente se si fa un sapiente uso della tecnologia e dell’online).

Non è un caso che numerose banche che propongono prestiti o mutui online possono avere dei costi inferiori rispetto alle alternative “off line”.

C’è stretta collaborazione tra nuovo e “vecchio”. Potrebbe sembrare una situazione strana, ma sta nascendo una stretta collaborazione tra nuovo e vecchio, una collaborazione in base alla quale i nuovi investitori, gli innovatori, si sono resi conto che per riuscire è importante collaborare con i “vecchi”, che hanno già delle importanti quote di mercato. Prendiamo ApplePay, ad esempio, l’innovazione finanziaria più lodata dello scorso anno, essa non tenta di smantellare le reti di pagamento classiche come Visa e MasterCard, ma vi lavora insieme. Negli Stati Uniti, ma non solo, le banche regionali stanno formando delle partnership strategiche con istituti di credito classici, a tutto vantaggio anche del cliente.

Il futuro della finanza passa per la tecnologia, è un dato di fatto. Nessuna banca può farne a meno e se non ci si adegua si è destinati a “morire”. Lo sanno bene leader del settore come il già citato Stefano Di Tommaso, che stanno guardando al futuro in maniera innovativa e, come sempre, un passo avanti agli altri.