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Perchè l’Italia sta perdendo tutte le sue aziende tecnologiche

Paese da sempre considerato tecnologico (basti pensare al miracolo della Olivetti di Ivrea creatrice di brevetti poi esportati in tutto il paneta), l’Italia sta perdendo tutte le sue aziende tecnologiche in quanto, per l’impoverimento dei fondi a favore della ricerca ed innovazione, le Università non possono assicurare quella formazione capace di creare persone in grado di dedicarsi alle tecnologie. Questo, alla lunga, ha creato un danno della competitività del nostro paese che puntualmente viene surclassato da altre nazioni dove, con lungimiranza, si investe in formazione dedicata alla tecnologia.
Attualmente il nostro paese è quello che ha la più bassa percentuale di imprese dedicate alla innovazione come  rivelano I-Com e la Fondazione Lilly.
E non solo: siamo gli ultimi al mondo come percentuale di giovani imprese che hanno registrato un brevetto. Solo il 4% contro il quasi 30% degli USA  e d’altronde è un risultato che si matura perchè è solo l’1,26% del PIL che viene destinato alla ricerca contro, ad esempio al 2,82% che viene speso nella competitiva Germania.

La cosa è riconducibile alla miopia politica che, dovendo effettuare dei tagli di spesa, include in questi anche i fondi destinati ai percorsi di alta formazione universitari ed alla ricerca.  E il tutto genera quel desiderio, da parte di giovani ricercatori, di cercare fortuna all’estero dove potranno trovare fondi per portare avanti il loro lavoro con conseguente impoverimento di scoperte che potevano restare in Italia.

Il presidente della Assodigitale Michele Ficara,afferma che questo gap si potrebbe colmare laddove la politica consideri possibile la ripartenza da una  “fattiva applicazione delle tematiche indicate all’interno dell’Agenda Digitale Europea” ma per ottenere questo che sia la base di sostegno allo start-up della ricerca tecnologica,questa deve essere considerata una priorità.

La stessa Telecom con la regia di  Marco Tronchetti Provera (Provera è anche ad di Pirelli), non è stata in grado di innovarsi come invece avrebbe dovuto ed ora, questo fondamentale passaggio di crescita, sarà una prerogativa degli investitori spagnoli che potranno colonizzare l’azienda con il loro know how.

Differentemente, sarà sempre più complicato e difficile riuscire ad agguantare un pareggio tecnologico proprio nella era in cui la tecnologia è aspetto dominante della globalizzazione che è la nostra realtà.

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