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Arredatore di interni o interior design, quale corso scegliere?

Nel linguaggio comune, spesso, si sente con facilità scambiare e sovrapporre le figure di interior designer con quella di arredatore di interni.
Quelli che sembrano semplici sinonimi di un lavoro connesso con l’organizzazione e predisposizione dell’arredamento di un ambiente, in realtà, sono due professioni differenti e autonome fra loro, motivo per cui bisogna oculatamente scegliere un corso di studi piuttosto che un altro.

Per praticare con competenza queste professioni occorre avere solide basi tanto di disegno tecnico, quanto in materia di arredamento; elementi che vengono entrambi approfonditi a dovere con la frequenza ad appositi corsi di formazione professionale.

A parte questi punti di contatto, i due percorsi di studio si differenziano notevolmente l’un dall’altro fornendo all’interior designer una competenza più vasta e un ambito d’azione più ad ampio raggio grazie agli studi approfonditi effettuati.
Materie come impiantistica, domotica, ergonomia, estimo e nozioni di psicologia e tecniche di comunicazione rendono l’interior designer un professionista a tutto tondo, capace non solo di progettare l’arredamento, ma di poter anche ristrutturare gli elementi costitutivi dell’ambiente.
Può, quindi, dargli un nuovo assetto con una differente predisposizione dei punti luci; far sopraelevare funzionali soppalchi, applicando i principi ingegneristici che governano questa struttura; può progettare l’installazione di un caminetto con tutto l’impianto di aereazione e in conformità alle normative vigenti, di cui ha studiato i fondamenti.

Competenze che l’arredatore di interni non acquisisce nei corsi di arredamento e che, perciò, limitano l’ambito di applicazione al solo design: questa figura professionale ha studiato materie inerenti l’arredamento; i materiali e le tecnologie; il disegno tecnico e grafico. “Tutte importanti per saper donare armonia ed equilibrio agli interni, ma non per poter rivoluzionare l’ambiente nelle sue fondamenta”, spiegano gli  esperti di arredamento del sito Etnicart.

Un’altra differenza sta nella conoscenza dei software: l’interior designer adopera e utilizza con padronanza programmi di progettazione a 3D (come Arredo Cad Professional ); l’arredatore di interni è a conoscenza di più generici programmi come l’Autocad e di nozioni dei software tridimensionali.

Come è evidente, l’interior designer ha una libertà di ingegno e creatività totale che è sapientemente coniugata con conoscenze tecniche, perfette per supportare anche i più arditi progetti rinnovativi; l’arredatore di interni è una figura con competenze più limitate e dal taglio più esecutivo.

Scegliere un corso piuttosto che un altro non è quindi una sottigliezza, ma una scelta importante per determinare non solo il proprio futuro lavorativo, ma anche la propria soddisfazione professionale e personale, liberando idee e creatività indispensabili per realizzare progetti di pregio.

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